Piano B, la storia di Michele: “Si può cambiare vita a qualunque età. Io ho fatto qualcosa che nemmeno sognavo”

di Valeria Teodonio

Ogni settimana Repubblica racconta la storia di qualcuno che ha deciso di mollare tutto. E ci è riuscito. Ecco la dodicesima puntata della serie

13 DICEMBRE 2023 ALLE 00:01

 

Michele Bonelli libraio di montagna

Il cielo è una coperta ghiacciata. C'è un profumo freddo, che preannuncia un’altra notte gelida. La neve appena caduta scricchiola a ogni passo. Sullo sfondo il panorama al tramonto toglie il fiato: l'ultimo spicchio di sole sporca di rosa le cime bianche. “Ho scoperto finalmente qual è la mia vera strada”, dice Michele, col fiatone, senza smettere di camminare. “Ora sono un uomo completamente diverso. E sono felice”. La sua storia sembra scritta per diventare la sceneggiatura di un film.

Siamo in Val d’Ossola, a 1310 metri di altitudine. Ora Michele Bonelli è arrivato davanti a una baita: da un anno è diventata la sua casa.

Al primo piano c’è l’appartamento, ma al piano terra, dove un tempo c’era la stalla, si nasconde un insospettabile tesoro: 15mila libri. Michele, 68 anni, ha lasciato Milano e si è trasferito qui, da solo, insieme alla sua collezione di volumi: la sua casa-rifugio è diventata una biblioteca-libreria. E diventerà - annuncia - la libreria indipendente più alta d’Italia: offrirà testi di ogni genere e aprirà al pubblico a gennaio (più in alto c’è solo il punto vendita Feltrinelli di Punta Helbronner, sul Monte Bianco, a 3.466 metri, che offre in tutto 500 volumi, soprattutto specializzati sulla montagna).

Trasquera in estate

La storia da film di Michele si svolge a Milano, e negli anni ’80 va a gonfie vele: “Vivevo in quella che è passata alla storia come la Milano da bere, lavoravo tantissimo e bene. Ho fatto prima il montatore, poi il producer e il regista per le pubblicità. In seguito ho organizzato anche eventi e convention. Ma un giorno, quasi all’improvviso, ho realizzato che non ne potevo più: avevo la nausea di quel mondo, dei clienti, delle loro assurde richieste e delle riunioni infinite e vuote. Poi è arrivata anche la crisi. Insomma, non ero più felice, e ho capito che la mia vita nella pubblicità era finita: dovevo assolutamente trovare un piano B."

Trasquera in inverno

Così molla tutto e negli anni successivi fa diversi lavori: prima impiegato in un call center, poi il tecnico per i campionamenti dell’acqua, e in seguito anche il manager per una televisione privata locale. Poi si separa da sua moglie e arrivano momenti difficili. Si trova senza casa, e va a vivere in una comunità.

Dopo quattro anni decide che non è vita, e torna a bussare alla sua famiglia: viene accolto, ma la convivenza da separati in casa non è sostenibile. In seguito alla causa di separazione ottiene l’appartamento, con il benestare della moglie. Si rimette allora a caccia della sua strada verso il Piano B. Poi, in seguito anche alle costrizioni alla pandemia, arriva l’illuminazione.

“Avevo moltissimi libri, sono sempre stato un lettore vorace. E ho pensato di venderli su ebay. Ho iniziato a pubblicare annunci in cui dicevo che avrei ritirato gratuitamente tutti i libri di chi voleva liberarsene. E li rivendevo online. Il commercio è andato così bene che ho aperto un sito in cui oggi c’è tutto il catalogo delle 40mila opere in vendita, nuove e usate: tomidicarta.com. Vendo in tutto il mondo: in Europa, Stati Uniti, Giappone, Corea, Nuova Zelanda”

 Michele e la ross

Oggi vive in alta quota da solo, fatta eccezione per Ross, la gallina domestica (“mi segue come un cagnolino”), altre cinque galline e due gatti.

I suoi vicini di casa sono due pastori. Ma l’inverno tornano a valle per portare le capre nelle stalle, e Michele diventa l’unico abitante dell’alpeggio. A cinque minuti di macchina, però, c’è il paese, Trasquera, 182 abitanti e una locanda accogliente, dove Michele passa spesso qualche ora con i residenti del posto.

 tramonto a Trasquera

“Sembra incredibile - racconta - ma ho delle amicizie più vere qui che a Milano. Ho conosciuto artigiani, pastori, agricoltori, allevatori, persone belle, con cui parlo di tutto. I ritmi sono lenti, la fretta non esiste”. Nella sua città torna comunque una volta a settimana, va a trovare i figli e fa volontariato. “Da anni faccio parte di una associazione, Itaca Onlus, che si occupa di disagio mentale, faccio il facilitatore durante le sedute di gruppo”. Ma la sua casa, adesso, è in montagna. “Perché - sorride - il Piano B può arrivare anche nella parte più matura della nostra vita. E quando, da quassù, guardo il tramonto, sono certo di essere davanti a un nuovo, incredibile, inizio”.

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